idee per inventarsi un lavoro

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idee per inventarsi un lavoro

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Inventarsi un lavoro di sana pianta può essere un’esperienza estremamente positiva.

Questo momento storico particolarmente complesso ha sicuramente incentivato la nostra creatività e comunque la voglia di crearsi un lavoro più vicino alle nostre attitudini.

La spinta arriva soprattutto nel momento in cui il lavoro si perde, mentre questa ricerca andrebbe fatta prima di trovarsi “alle strette”.

Un buon modo per iniziare è vedere il “bicchiere mezzo pieno”

Pensate per esempio quante volte avete sognato la libertà dalla vostra quotidiana routine lavorativa… beh se ora ce l’avete dovreste approfittarne per provare a realizzare il vostro lavoro ideale.

Considerare insomma la “chance di libertà obbligata ” nel poter scegliere il lavoro che più ci piacerebbe fare non è proprio una catastrofe.

Se ripensate al vostro passato lavorativo, molti di certo avranno il rimpianto di non avere più la sicurezza economica, ma molti altri sentiranno nello stesso momento un senso di liberazione dall’essere costretti a stare tutto il giorno dietro a una scrivania, facendo un lavoro anonimo, da catena di montaggio, e senza che si possa intuire la peculiare importanza, visto che è un tassello in mezzo a mille altri.

E’ il caso insomma di rimboccarsi le maniche e mettere sul piatto della bilancia le proprie capacità, quelle reali, acquisite non solo con l’esperienza lavorativa ma anche attraverso le proprie passioni, per verificare da vicino la fattibilità di un progetto.

Partite dal presupposto che se aspettate che ci siano tutti i requisiti per iniziare non avvierete mai il vostro nuovo lavoro, specialmente se siete a corto di risorse economiche.
E’ vero che ci sono degli incentivi, dei prestiti con fondi europei e nazionali da poter richiedere, che però il più delle volte arrivano a opera già in parte compiuta.
Bisogna quindi iniziare con qualcosa di piccolo, che non richieda un grosso impegno in termini economici perché, se va bene, fate sempre in tempo a espandervi o a ingrandire la vostra attività.

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Quali sono le idee per reinventarsi un lavoro

Non ci sono idee precise ma tutto deve partire dal vostro spirito d’iniziativa.
E’ pur vero che l’ideale sarebbe conciliare quello che richiede il mercato con le vostre passioni e non è detto che sia una cosa difficile.
Fate un’analisi del mercato a cui volete rivolgervi, all’utenza che potreste interessare nella zona dove sorgerà la vostra nuova attività e valutate la fattibilità.
Non pensate che comincerete da subito a guadagnare cifre astronomiche, anzi. Il primo anno e mezzo di solito trascorre ammortizzando quello che avete speso per aprire la vostra attività, ma non scoraggiatevi perché la voglia di riuscire è una componente irrinunciabile per avere successo.

I lavori più gettonati a cui tanti stanno rivolgendo attenzione e stanno reinventando con un contributo”personale” e le proprie risorse, sono per esempio l’estetista e la parrucchiera, il tutor turistico (in sostituzione della guida), l’accompagnatore/trice di persone anziane e non del tutto autosufficienti, il personal trainer, il tutor per lezioni extrascolastiche, l’insegnante di cucina, il cuoco a domicilio, lo scrittore o l’articolista freelance, il fotografo e molto altro.
Alcuni esempi di gente comune citati da l’Espresso che hanno letteralmente dato una virata alla propria vita, hanno dimostrato che reinventarsi un lavoro può essere una scommessa vinta.

Monia Merlo, affermato architetto 45enne con la passione per la fotografia ha stabilito una collaborazione con un’agenzia di New York e oggi ha un lavoro nell’alta moda.

Nicola Trois, veronese di 50 anni, ex agente immobiliare è diventato chef dopo aver avuto un fermo di 8 mesi per un infortunio. Dopo aver seguito una scuola di cucina oggi è in procinto di aprire un ristorante tutto suo in Toscana dopo aver partecipato anche alla “Terra dei Cuochi”.

 

Altri esempi eclatanti di “self made man/woman” sono coloro che sfruttando la passione per la scrittura sono diventati blogger di successo, come la commercialista Simona Mazzei, 37enne con la passione per la moda dei bambini, oggi seguita anche dalle mamme di tutta Italia e oltre.
E’ chiaro che sono campi in cui immancabilmente bisogna avere anche una certa preparazione, sia di tipo “scolastico” che di esperienza sul campo.
Se la vostra è solo una grande passione ma non l’avete mai provata effettivamente come un lavoro, allora dovete pensare anche a dedicare parte del vostro progetto all’aspetto istruttivo.
Anche se avete 40 o 50 anni non dovete temere di “tornare a scuola” e frequentare dei corsi professionalizzanti che non diano soltanto un semplice pezzo di carta, ma anche una prova a diretto contatto con il pubblico, cioè pratica sul campo.

Non dovete certo pensare di impiegarci anni e avete dalla vostra parte molte cose di cui magari a 20 o 30 anni non avevate piena coscienza.
E’ importate per esempio prendere consapevolezza delle proprie capacità, avere le idee chiare, possedere competenze che l’esperienza di vita stessa offre negli incontri, nei rapporti interpersonali e nella capacità di comunicazione e di empatia.
Il vostro lavoro in un modo o nell’altro infatti dovrà essere a contatto con il pubblico, che è la vostra fonte imprescindibile di guadagno e siete voi stessi che dovete riuscire a conquistarlo.

Chi ha una passione per qualcosa gli si legge negli occhi ed è addirittura contagiosa. Amare il proprio lavoro può infatti portare verso mete lontane, magari inaspettate, non programmate e con modalità che non immaginavate.
E’ il classico esempio insomma di chi ha iniziato a “smanettare” o progettare qualcosa in cantina fino a creare un prodotto o un servizio utile alla collettività.
L’utilità del prodotto o del servizio può anche essere poco nota e potreste essere voi a portare a conoscenza la gente di una nuova opportunità.
In fondo, se ci pensate, molti dei prodotti, degli utensili e delle cose che oggi usiamo sono bisogni “indotti”, di cui qualche decennio fa potevamo tranquillamente fare a meno e che oggi sono diventati indispensabili.
Non si tratta solo di tecnologia ma di un’idea che può migliorare la vita delle persone, che può rivelarsi risolutiva, veloce, rigenerante, migliorativa.

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Passione, lavoro e percorso di studio

A volte queste tre cose non vanno di pari passo e, anzi, c’è chi abbandona letteralmente il proprio campo di studi per dedicarsi a un ambito quanto mai lontano. Ma non pensate che quello che avete studiato, per quanto lontano nel tempo o nell’area di pertinenza, non possa essere comunque utile.
Se siete sicuri di conoscere bene un argomento, un campo di studio, una tecnologia, un ambito qualsiasi non è detto che dobbiate per forza creare un “prodotto” o un servizio che lo riguardi, ma potete semplicemente trasmettere le vostre conoscenze agli altri, per arricchirli magari attraverso corsi di formazione.

E’ il caso per esempio di personal trainer dell’autostima, del recupero della fiducia in se stessi, fino ad arrivare a chi impartisce lezioni di seduzione e di approccio con l’altro sesso.
Chiunque è capace, anche in modo innato, di fare qualcosa un po’ meglio di qualcun altro, senza mai dimenticare che c’è sempre da imparare, in qualsiasi circostanza e da chiunque.

Aumentate il vostro spirito di osservazione, chiedetevi cosa vi porterebbe soddisfazione nella vostra vita lavorativa e trovate i canali ideali per aprire una strada alla vostra idea.

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Farsi conoscere

Un aspetto fondamentale per la vostra idea nel reinventarsi un lavoro è farsi conoscere. Tenete sempre presente che la “pubblicità è l’anima del commercio” e, se non avete i fondi per avviare una vera e propria campagna per imporre un prodotto o un servizio che state offrendo, allora c’è una vetrina completamente gratuita come internet.

Potete insomma farvi conoscere a costo zero, magari iniziando dai contatti sui social network e poi avviando un vostro sito con contenuti e informazioni, migliorando con il tempo la vostra immagine.

La parola d’ordine è “farsi trovare” cioè rendersi reperibili e sempre presenti sul web. Se qualcuno vorrà contattarvi deve trovare una pronta risposta per riconoscere da subito la vostra efficienza e il vostro impegno.

Reinventarsi un lavoro quindi comporta la considerazione di molti aspetti, ma sta ad ognuno sfruttare il proprio bagaglio accumulato durante una vita.

Mettetevi in gioco, non aspettate più che qualcuno vi chiami o vi possa licenziare da un momento all’altro e concentrerete la vostra vita lavorativa nelle vostre mani.
Ogni successo o insuccesso insomma dipenderà solo e soltanto da voi.


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