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Pianificazione, “il lungo periodo non esiste”

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NEL LUNGO PERIODO, SIAMO TUTTI SCOMPARSI

Quando ciò che non ti aspetti, è esattamente quello che cercavi

planPIANIFICAZIONE, quante volte abbiamo incrociato questo monolite lungo i nostri percorsi, quante volte ci siamo confrontati con strumenti nati (con le migliori intenzioni, evidentemente) per tenerci in rotta e dettare i tempi.

Anche nell’ambito dello sviluppo individuale e il raggiungimento di obiettivi professionali e personali, abbiamo spesso ceduto alle sirene di una rigida programmazione, costruendo percorsi che dovevano portarci in quell’esatto punto e in un tempo predeterminato. Perché se non è lì che sei arrivato, e nel tempo che hai dichiarato, hai fallito!!!

Ma ne siamo proprio certi? Io no. Non esistono percorsi perfettamente lineari.

Non lo è la vita, figuriamoci i percorsi di carriera.

Almeno due sono le opzioni da valutare:

  • possiamo pianificare tutto (…tutto?) con la massima precisione (…sempre che esista), dimostrando determinazione da vendere (…a chi?), con il rischio puntuale di farsi stravolgere dalle inevitabili eccezioni e dagli imprevisti, vivendoli come ostacoli che ci colgono impreparati;

oppure

  • possiamo continuare a pianificare, diventando al contempo bravi nel lasciare liberi gli spazi necessari a ciò  che non puoi aspettarti, imparando a trasformare un cambio di direzione in una nuova opportunità, convertire una novità inaspettata in  un percorso di maggior successo;

Ora, da una delle sue più celebri affermazioni e che ho utilizzato nel titolo, si capisce come un grande economista come John Maynard Keynes parteggiasse già per la seconda opzione, seppur con presupposti diversi, ma ripetendo a gran voce il motivo e illuminante nella sua pragmaticità, per cui

il lungo periodo non esiste”.

Aggiungete che, dopo Goleman e grazie a lui, anche quelli che non hanno studiato neuro-psichiatria hanno compreso come si possa “liberare soluzioni”, lasciando libertà di agire alla nostra sfera emozionale e creativa, conferendo dignità ad una nuova “intelligenza”, più utile alla flessibilità ed all’adattamento.

Nonostante ciò, continuiamo a vivere in una società che esalta modelli di efficienza, dove il progetto e la sua perfetta esecuzione sono, al di là delle dichiarazioni, la cultura dominante.

Per cui, dalla teoria alla pratica, come sempre, la domanda chiave è:

“Come realizzo un equilibrio tra progettazione e creatività, tra obiettivi definiti e variabili esogene?”

Rifuggendo da ricette magiche e banali semplificazioni, ricordiamoci che esiste il modo di “perdere” il controllo in alcuni momenti, di porsi in ascolto dell’ambiente che ci circonda, delle persone che abbiamo intorno, ed ascoltare quei segnali che per altri sono solo di disturbo, mentre per noi possono rappresentare una novità che ci distinguerà, ancora una volta.

Non puoi controllare quello che succede, puoi solo controllare le tue reazioni nei confronti di ciò che accade” Brian Tracy

Ad esempio, gli strumenti come la Coaching Score Card (Coach di se stessi.  di Massimo del Monte e Simone Piperno  – Giunti Editore) sono di grande aiuto; se letti e compresi nel contesto in cui vengono presentati e spiegati, contribuiscono alla crescita di una consapevolezza nuova nella modalità con la quale prefissiamo gli obiettivi e ci mettiamo in cammino per raggiungerli.

Possono supportarci nel corretto inserimento di elementi non pianificati, nel dare valore ad eventi che non avevamo previsto, nel lasciar che in un dato momento siano altri a guidare all’interno del nostro team, perché no.

Un manager eccellente, un professionista eccellente, sa fare anche questo, con coraggio.

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Questo significa anche agire in sintonia con i processi del nostro cervello quando lavora alla costruzione di scenari e soluzioni; percorsi circolari, continuamente in rimando tra pensiero divergente e convergente, in un equilibrio di razionalizzazione e creatività.

A maggior ragione dobbiamo esercitare questa modalità in uno scenario ricco di incertezze come quello che stiamo vivendo e nel quale vivremo nei prossimi anni, uno scenario mutevole, nel quale non può più pagare la rigidità strutturale e la definizione intangibile di obiettivi e tempi, mentre invece può essere di successo una abilità ad adattarsi, il coraggio e l’intelligenza di cambiare assetto.

Iniziamo con il chiederci:

  • “Quanto sono disposto a cambiare strumenti e tempi durante il percorso?”
  • “Quanto sono disposto a scoprire ciò che non sapevo di non sapere?”
  • “Quanto sono disposto ad unire i puntini, per far apparire un’immagine diversa da quella che avevo pensato?”

Si…Può…Fare!!”, avrebbe detto il dott. Frederick nel “Frankestein Junior” di Mel Brooks, non avendo certo pianificato l’errore di Igor nel sottrarre il cervello sbagliato…

Basta ricordarsi, nella pianificazione, che non tutto alla fine sarà stato pianificato.

E sarà una grande scoperta…!

 

Fabrizio Cappuccini

“Una folle metodicità è lo spiritello maligno delle piccole menti, adorate dai piccoli uomini di stato e dai filosofi e dai teologi” Ralph Waldo Emerson

#DanielGoleman, #MelBrooks, #HubertJaoui, #JohnMaynard#Keynes, #Coachdisestessi, #RWEmerson

 

Ora, però, è arrivato il momento di pianificare la tua formazione!

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Il potere delle intuizioni

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Il potere delle intuizioni . Tutti abbiamo in dote la capacità di intuire, a volte ne siamo a conoscenza a volte no.
Quando siamo consapevoli di aver facile accesso alle nostre intuizioni allora siamo anche in grado di accoglierle come guida nella nostra vita di tutti i giorni.

Se non ne siamo consapevoli possiamo però iniziare a lavorarci, inizialmente anche solo per gioco, per sperimentare, e poi via via farlo diventare un supporto utile per la gestione di eventi quotidiani o straordinari che posso capitarci.
Saper accedere alle proprie intuizioni è saper accogliere quella vocina che sentiamo dentro di noi  e valutarla come buona e positiva, non una nemica di noi stessi, perché se ci sta parlando significa che ha delle cose da dirci relativamente ad una data situazione o un dato evento.  Spesso infatti tendiamo a non ascoltarla o non accoglierla, perché probabilmente si è indaffarati a fare altro, ad “ascoltare” ciò che ci distoglie, oppure non le diamo il giusto valore perché abbiamo paura ci dica la verità o non ci crediamo abbastanza!

In questi casi non dobbiamo cacciarla e nemmeno subito accettarla, ma verificarla!

In che modo? Quando la vocina dell’intuizione ci inizia a parlare, cosa possiamo fare?

  • Verifichiamo se siamo nella giusta situazione per ascoltarla, lontana da rumori esterni a noi ma anche interni a noi (la nostra mente è una pentola che bolle di pensieri!!!), quindi liberiamoci da rumori o pensieri “invadenti”. Se non lo siamo ancora, non cacciamo la vocina dell’intuizione, mettiamola per un momento in stand-by e ritorniamo ad ascoltarla solo nel momento in cui siamo pronti con noi stessi! Tanto lei è al nostro servizio, non se ne andrà.

 

  • Creata quindi la giusta situazione, restando in silenzio o ascoltando della musica che ci piace o che ci rilassa, o  semplicemente respirando ad occhi chiusi, entriamo in contatto con questa vocina e iniziamo ad ascoltarla senza interromperla, lasciamola che ci parli, che ci racconti cosa ne pensa, insomma fermiamoci ad ascoltarla!

 

  • Solo dopo averla ascoltata, proviamo ad accoglierla, diamole il beneficio del dubbio, proviamo a verificare se quello che ci dice possa essere così vero, così potente al punto tale da fornirci dei consigli utili sulla strada da intraprendere.

 

INTUITO_Harv-Eker_risorsedellamente.it_Puoi allenare o affinare la tua capacità intuitiva, leggendo libri sull’argomento e facendo  degli esercizi pratici di meditazione, auto riflessività e auto ascolto che  occupano pochi minuti ma che sono di grande vantaggio soprattutto se fatti quotidianamente e con convinzione.  Il web è pieno di supporti video e testuali da visionare o da leggere in autonomia ed esistono numerose applicazioni scaricabili gratuitamente in grado di guidarci e metterci in contatto con noi stessi anche se non siamo a casa e siamo magari in viaggio o in movimento (ad es. strumenti di auto meditazione con audioguide facili da seguire), ma è sempre consigliabile poi farsi aiutare da un professionista.

Le intuizioni sono un vero e proprio patrimonio, un enorme supporto che ognuno di noi possiede nel superare le incertezze i dubbi e migliorare la vita con un approccio positivo e costruttivo.

E’ tutta una questione di esercizio!
Ora il mio intuito mi suggerisce di chiudere con una citazione del grandissimo Charlie Chaplin:

«la vita è un opera di teatro che non ha prove iniziali quindi canta, ridi, balla, ama e vivi intensamente ogni momento della tua vita»

e aggiungo, segui il tuo intuito e rendilo partecipe del tuo processo di crescita.

Buona Vita

Valentina


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COACH DI SE’ STESSI, Un libro che può aiutarti a migliorare

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COACH DI SE’ STESSI

Non leggete questo libro.

Se siete convinti di aver già dato tutto, non leggetelo.

Se la “colpa” è quasi sempre degli altri, non leggetelo. Se siete “impegnati a far cose più serie”, non è per voi.

Invece, se avete voglia di scoprire dove potete arrivare, e se siete certi di poter dare e realizzare molto più di così, allora questa è un’opportunità.

Perché innanzitutto questo non è solo un libro, ma una sintesi di percorsi, metodi, esperienze.

E perché questo libro non è un manuale della felicità, né un libretto di istruzioni per il successo allegato ad una rivista.

coach di se stessi frase
Coach di se stessi.  è l’ultimo libro di Massimo del Monte e Simone Piperno, i due fondatori di Kairòs Solutions, una delle più distintive ed efficaci società di formazione e coaching in Italia.

Da oltre dieci anni, Massimo e Simone sviluppano e perfezionano la metodologia del Coaching Creativo, primi ed unici in Italia ad aver intuito le potenzialità di un approccio creativo alle forme di coaching individuale e di team.

In questi anni sono moltissime le aziende che hanno scelto di affrontare le proprie sfide preparandosi insieme a Kairòs Solutions. L’elenco è lungo e prestigioso, le case histories di successo sono altrettante.

Oggi, anche alla luce di queste esperienze ed alla raffinata capacità di osservazione della realtà in continuo cambiamento, arriva questa nuova pubblicazione, il loro quarto libro a quattro mani che si rivolge per la prima volta in modo più esplicito ai singoli manager ed ai singoli professionisti, attraverso le pagine di un libro armonico perché solido ed entusiasmante allo stesso tempo, serio nelle sue fonti e nelle sue basi metodologiche, ed allo stesso tempo liberatorio, sorprendente, capace di aprire finestre inaspettate sul “divenire delle possibilità”.

coach di se stessi guida

 

Dalla prefazione:

In ogni capitolo troverete una serie di tecniche e schede operative, che utilizziamo nella nostra attività di Coaching per aiutare i nostri clienti ad affrontare diversi tipi di sfide. La ricerca del proprio valore distintivo non è fine a se stessa, ma riguarda aspetti pratici della vita come, per esempio, trovare un nuovo lavoro, fare un bilancio della propria carriera per sviluppare nuovi traguardi, avventurarsi in una nuova attività imprenditoriale, affrontare momenti di crisi e di cambiamento, trovare le leve più efficaci per migliorare il proprio modo di gestire progetti o situazioni di vita”

 

 

 

In “Coach di sè stessi” si ritrovano le tracce dei molti percorsi di formazione realizzati in contesti multinazionali, così come in realtà più localizzate e nell’ambito delle associazioni di categoria diretti a singoli manager e professional. L’osservazione delle criticità, così come quella delle eccellenze, ed i risultati prestigiosi ottenuti in attività di Formazione e di Coaching, sono alla base della struttura di questo libro. Serietà scientifica rafforzata da percorsi completamente nuovi, in una sequenza di fasi “convergenti e divergenti”, che aprono a sorprendenti prospettive delle proprie potenzialità, offrendo visioni inaspettate e strumenti concreti, dal piano d’azione sulle 5 fasi del Coaching Creativo, al metodo 4MAT, fino all’innovativo cruscotto per valutare e monitorare i vostri progressi.

Ancora dalla prefazione:

La finalità di questo libro è aiutarvi a trovare e poi sprigionare un bene utile, solido e gratificante: il valore (o i valori) che più vi distingue e vi differenzia dagli altri. Per ottenere tutto ciò è necessario un metodo che vi accompagni, in modo creativo e sistematico, a svolgere alcune attività fondamentali:

  • esplorare le tre forme di Capitale personale e trasformarle in un conto corrente di risorse: il Capitale energetico, il Capitale delle competenze e il Capitale dei valori;
  • rievocare le esperienze di successo e trovare al vostro interno le dimensioni più significative dei tre Capitali;
  • stabilire una connessione creativa tra queste dimensioni e le vostre attitudini, distillare l’Essenza dei Ruoli che vi animano nella vita e trasformare tutto ciò in un Valore Offerto;
  • disegnare un piano d’azione per sprigionare il vostro valore
  • monitorare e valutare progressivamente i vostri successi.

Qui su DifferentMag.it  non mancano mai di certo gli stimoli a migliorare se stessi, ed a trovare dentro se stessi il modo di distinguersi, che è alla fine il modo migliore per realizzare e liberare ciò che spesso sta rinchiuso nel <Grande Parolone>: AmbizionisogniprogettiobiettivI. Questo libro è una delle opportunità per iniziare a farlo davvero.

Potete anche seguire il libro, come un oggetto in divenire ed in movimento, sui canali social e sulle piattaforme più interessanti come slideshare, oltre che qui su DifferentMag; da oggi gli autori inizieranno a postare commenti a singoli capitoli, estratti dal libro, citazioni, fotografie, “zollette” del metodo.

‘Cause “I’m different”!

Fabrizio Cappuccini

Retail Manager, Business Development Partner, Trainer, Consultant

 

E a proposito di libri… 

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Conoscere le nostre Emozioni per Migliorare

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Emozioni-e-coscienza

La conoscenza delle nostre emozioni è la capacità di riconoscere un sentimento nel momento in cui esso si presenta.

Il riconoscerlo in noi ci permette di mantenere un governo emotivo.

 

Riconoscerlo in un’altra persona migliore e rende più proficua la comunicazione interpersonale.

 

Educarci a conoscere i diversi stati del nostro mondo emotivo, ci porta ad una importante soglia evolutiva, ovvero la possibilità di riconoscere i bisogni dell’altro come diversi dai nostri. Se riconosciamo e accogliamo questa differenza li faremo nostri e sarà grande la nostra comprensione dei fatti e degli altri.

social-media_largeIn ogni tipo di relazione e, nella nostra capacità di essere umani l’interesse per l’altro ne è l’origine ed entrare in sintonia emozionale è la chiave d’ingresso. Questa è la premessa fondamentale per una sana gestione delle relazioni interpersonali.

I nostri sensi, tutti, raccolgono una quantità notevole di dati ogni secondo, ma solo una minima parte di queste informazioni viene elaborata in modo consapevole. L’osservazione dei sentimenti e delle emozioni consente un ampliamento della nostra percezione dell’altro e della realtà a cui siamo chiamati a confrontarci, sin nel più piccolo dettaglio quotidiano.

Cogliere questa opportunità di comprensione dell’altro, è uno strumento valido a tutto tondo. Non serve cercare di migliorare la nostra comunicazione sul lavoro operando su “modi di dire” o su “azioni vincenti” prêt-à-porter oppure concentrandosi solo su quanto ci accade sul privato. Noi, siamo sempre noi. A seconda del momento della giornata, decliniamo in azioni, risposte o scelte, sempre la nostra identità. Che è una. Abbiamo un Io che, memore di tutta la nostra storia evolutiva, ci accompagna nel mondo. E non è possibile pensare di crescere solo sul lavoro e non nella propria vita intima o viceversa.

Noi siamo la nostra vita, siamo le nostre scelte. Sia sul lavoro che in famiglia, stiamo tessendo la nostra individuale evoluzione, quindi nostra unica, irripetibile storia.

lavora sulle tue emozioni e faciliterai un miglioramento continuo …

Buone Emozioni!!!

Ora, però, è arrivato il momento di pensare a te!

Regalati una guida per la tua crescita personale. Puoi scegliere tra la versione cartacea e quella digitale.